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Pera Angelica
L'ultimo week end di agosto in centro storico

Rappresenta il clou delle manifestazioni che la locale PRO-LOCO, in collaborazione con il Comune, organizza nel territorio. Nata per far conoscere il prodotto "Pera Angelica" (frutto coltivato esclusivamente in una ristretta area che comprende il Comune di Serrungarina e parte di alcuni comuni limitrofi, senza altri riscontri a livello nazionale) in ambito regionale e nazionale si è nel tempo trasformata in una manifestazione ricca di sfacettature e capace di destare ogni anno l'interesse di migliaia di persone.
Con il riconoscimento da parte della Regione Marche, nell'anno 2001, della "Pera Angelica" quale prodotto agro-alimentare tradizionale, confermato dal Decreto Ministeriale 8 maggio 2001 (G.U. 136 del 14.06.2001), la manifestazione si arricchirà di nuove iniziative volte a promuovere il prodotto e a farne conoscere le notevoli, indiscusse, qualità.
Anche in questa festa sono allestiti stand gastronomici; all'interno del centro storico vengono rispolverate le vecchie osterie ove si possono consumare vino e stuzzicherie locali mentre per le suggestive vie spettacoli di animazione ed orchestrine intrattengono i visitatori in una cornice davvero speciale.
La manifestazione è chiusa da uno spettacolo pirotecnico.

Le origini della Pera Angelica

Difficile è stabilire esattamente la sua origine dato che pochi sono nella letteratura i riferimenti a questa cultivar se si esclude Gallesio che nel 1800 la descrive e la illustra e la indica come diffusissima nel nostro Paese. Gallesio afferma anche che diversi sono i sinonimi con i quali viene chiamata: Pera Fico, Pera Cedro nel Modenese, Pera Limona nel Piacentino. Lo stesso volle riconoscere l'identità di questo frutto colla Forellenbirne di Sickler quindi di origine Tedesca (G. Molon-Pomologia A. 1901).
Nel 1892 viene descritta da R. Farneti (Frutti freschi e secchi, ortaggi), ma non ne viene precisata l'origine. In Italia si diffuse (secondo il dott. Marcello Stefanini nella sua tesi di laurea del 1961 presso l'Università di Perugia) "dapprima nel Genovesato e poi in Emilia (Modena), nel Veneto e nelle Marche e precisamente in provincia di Pesaro."
Nel testo "Monografia delle Principali cultivar di Pero" (C.N.R. anno 1967) illustri autori affermano che Angelica è sinonimo di Santa Lucia e che è "cultivar di origine non ben precisata segnalata soprattutto nel Veronese." Anche in altri testi viene sostenuta la tesi della probabile origine Veronese (Bran-San-In. Ag. 64 / Profili delle Cultivar di Pero - Mostra Pomologica 1980).
Nella provincia di Pesaro la Pera Angelica negli anni 60 era concentrata prevalentemente lungo le sinclinali del bacino del Metauro (M. Stefanini 1961) con coltivazioni estremamente frazionate dalle 20 alle 30 piante mediamente per colono nella zona che va da Montemaggiore a Serrungarina a Mombaroccio. Le piante generalmente erano coltivate lungo i filari a distanza variabile e consociate a colture erbacee. Dalle testimonianze risulta che la Pera Angelica raggiunse la massima diffusione negli anni trenta ciò attestato anche dalle numerose piante che è possibile far risalire a tale epoca.

 
 

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